Le trappole nella relazione con un narcisista

Le trappole nella relazione con un narcisista

Proseguo il tema della relazione delle donne dei narcisisti utilizzando sempre come riferimento il testo della Telfener : “Ho sposato un narciso”

In questo post descriverò le trappole con le quali alcune donne vengono catturate nella relazione narcisistica.

Intanto, come sempre, una precisazione: sto trattando il tema del punto di vista femminile, così come viene descritto nel testo della Telfener, ma potremmo benissimo declinarlo al maschile e, comunque, in genere, come la psicologia insegna, non esiste un comportamento che non sia relazionale e che quindi non coinvolga SEMPRE entrambi i partner.

Detto questo, si parte con l’elenco delle trappole nelle quali può incorrere una donna nella relazione con un narcisista.

1. Coprire tutti i ruoli
“All’inizio della relazione essere la femmina, l’amante e poi, piano piano ricoprire tutti i ruoli: consulente del lavoro, segretaria, infermiera, ecc.” Non solo questa strategia è una trappola nella quale si fa fatica ad uscire, ma, in genere, non paga perché in questo caso la donna non tirerà mai fuori il meglio di sé, anzi, spesso proprio perché sono ruoli che con le appartengono, il peggio!

2. Fare la mamma
“E’ altrettanto rischioso – sostiene la Telfener – fare appello al proprio istinto materno e considerare il partner un figlio bisognoso, da accudire, che si ama con tutto il cuore, accettandolo con tutti i suoi limiti.”

3. Chiedere conferme
“Alcune donne vorrebbero venire riconosciute e amate esplicitamente per tutto quello che hanno dato”. Questa è una trappola molto ricorrente perché fa appello all’idea che la sofferenza paga. Niente di più sbagliato, anzi i narcisisti, per definizione non sono proprio in grado di riconoscere e apprezzare le qualità o la dedizione dell’altro. Nel gioco d’azzardo questo comportamento si chiamerebbe: rincorrere la vincita.

4. Perdersi
“Alcune donne, nella relazione con il narciso, hanno annullato la propria vita: si sono adattate completamente alla vita di coppia, instaurando il più tradizionale dei rapporti, quello che farebbe rivoltare nellatomba la loro nonna!”

5. Sentirsi in torto, sentirsi una vittima, sminuirsi
Ecco un’altra tipica trappola del rapporto con un narcisista, tenendo conto che non si riesce mai a modificare l’altro si pensa che è lei sbagliata. Come sostiene la Telfener: “le donne rischiano di entrare in un circuito di colpa e di bisogno di riparazione. Stanno male e si colpevolizzano per non essere capaci di stare in coppia” e non si rendono conto che magari è proprio questo specifico rapporto a non andare, mentre sarebbe diverso con un altro partner.

6. Arrabbiarsi, metterli in discussione, criticarli
Altro sentimento legittimo, tipico, ma assolutamente inefficace è quello di provare, viceversa, solo molta ostilità e rabbia, una rabbia piena di impotenza però, di quelle che non lasciano margine ad uno scambio anche dialettico con l’altro. Alcune donne: “sentono il partner come un nemico ed entrano in guerra, ritenendo di doversi difendere.”

7. Punirli
Alcune donne, dopo aver provato una grande frustrazione verso comportamento del partner narcisista, decidono di punirlo, vorrebbero educarlo come si fa con un figlio, ma l’impresa risulta difficile se non impossibile!

8. Volerli differenti, pensare di poterli cambiare
Afferma la Telfener: “la mia amica Stella, grande conoscitrice di narcisi, mi spiegava un giorno che volerli cambiare è come entrare da un ferramenta e chiedere del latte: il ferramenta non vende il latte, e anche se noi lo chiediamo con tono supplicante o arrabbiato, con foga o con determinazione, comunque non torneremo a casa con un cartone di latte!” 

9. Sfidare il loro modo di essere
Questa è un’altra bella e potente trappola, anche più insidiosa se volete, ovvero quella di sfidarlo nel suo stesso campo: “dove le altre hanno fallito, io riuscirò a cambiarlo e tenerlo a me”. Si genera quindi una sfida non solo con il partner ma con le altre, spesso immaginarie, donne. E’ un modo per dimostrare di essere forti nonostante i disagi provati. Nel gioco d’azzardo questo comportamento sarebbe definito: illusione della vittoria.

10. Dar loro il potere della nostra felicità (ma non solo…)
“Alcune donne – prosegue la Telfener – delegano all’altro la loro felicità: sono cioè dipendenti da lui o contro-dipendenti. In questo modo si dimostrano più attente all’altro che a se stesse e ai propri bisogni.”

11. Confrontarli con gli altri
Infine, ma non meno insidioso la trappola di pensare che senza di lui alcune donne sarebbero perdute. Nessun uomo può appagarvi come lo fa lui.

Nel prossimo post mi occuperò dei suggerimenti della Telfener su come evitare alcune di queste trappole.

In quale di queste trappole vi riconoscete maggiormente? A voi la parola nei commenti al post…

Related Posts
  • Sesto Senso

    Le trappole nelle quali può incorrere una donna nella relazione con un narcisista sembrano diverse… ma per mia esperienza non sempre vengono attivate tutte e non sempre sono così drammatiche.
    Mi spiego, mi sarebbe compiaciuto se a volte avesse avuto la gentilezza di apprezzare qlc la mia premura, ma non per questo pretendevo conferme continue e incessanti (#3). Tuttavia, realizzo oggi che sprizzavo di felicità se vedevo lui divertito, sereno (#10), forse “felice” . Mi permetto di virgolettare la parola “felice” perché dubito possano esserne davvero consapevoli. Nel mio caso, questo termine ricorreva in lui spesso in forma negativa: <>. Dottore, le chiedo è una cosa atipica o usuale nel soggetto narcisista affermare di non essere felice? Ritornando alle altre trappole. Mi sono senz’altro “persa” cambiando il mio stile di vita (#4). Da donna attiva e dinamica, sono rimasta spesso sul divano con lui credendo, che in fondo, la quotidianità fosse questo. La trappola #6, se in parte vera per me, credo sia stata molto più vera per lui! Seppure inconsapevolmente, spesso lo rimproveravo di <>. A volte gli urlavo <> . Mi è in ultimo cara, purtroppo, l’idea che nessun uomo, tuttavia, mi “appagherà” più come lui (#11) e da qui la mia idea, forse delirante, che potrei aiutarlo a cambiare (#8) … d’altronde, mi appare così perso nella sua insofferenza. Quando lo guardo vedo un’anima indifesa che andrebbe solo “sollevata” dal suo personale infermo, non vedo dolo, cattiveria, ma solo una persona che non sa…. seppure agli occhi di tutti sembra un altra persona. Caro Dottore, ha qlc parola per me?

    • Lucrezia♡

      Ciao Sesto Senso, come stai? Leggo il tuo commento dopo due anni, anche io ho una storia come la tua, anche io mi sono sempre sentita dire “Non sono felice”, anche io ero felice davvero solo quando lo vedevo felice, ma lui no, lui sapeva essere ostile, aggressivo, difficile, irascibile e mi svalutava continuamente.
      Ho dovuto lasciarlo, Sesto Senso, e provo le stesse emozioni che esprimi tu. Anche io ho paura che non amerò più nessun altro in quel modo malato, ma allo stesso tempo forte, emozionante. E loro, ci amavano?

      Credo proprio di no, e mi si spezza il cuore.

      Un abbraccio.